Diving - Pervietà del forame ovale

forame ovaleSe ne parlava ieri sera durante il corso Divemaster e oggi guardando La Repubblica mi sono accorto che il problema non è poi da sottovalutare specie per noi popolo della subacquea. Parliamo del Forame Ovale Pervio, che come scritto sui manuali di fisiologia

non è una malattia, ma soltanto il persistere di una caratteristica anatomica del cuore di prima della nascita. Prima di nascere, infatti, i polmoni non hanno alcuna funzione nell'ossigenazione del sangue (poiché il feto è immerso nell’acqua della placenta) e quindi l'ossigeno viene fornito attraverso i vasi sanguigni del cordone ombelicale. Questi vasi sanguigni, che fanno parte del sistema circolatorio del sangue venoso, conducono il sangue ossigenato all'atrio destro del cuore. Il percorso "normale" del flusso di sangue viene così by-passato attraverso un’apertura a valvola che mette in comunicazione l’atrio destro con il sinistro, così che oltre il 90% del sangue ossigenato passa direttamente, attraverso questa apertura, al lato sinistro del sistema circolatorio (cioè a quello arterioso).

Solo il 10% circa del sangue passa attraverso i polmoni. Alla nascita, appena il bambino fa il suo primo respiro, i polmoni immediatamente si espandono ed aspirano l'aria. Come risultato, di conseguenza, aspirano il sangue dalla parte destra del cuore, così che la pressione presente nell’atrio destro si riduce improvvisamente, inducendo la chiusura della valvola presente tra l’atrio destro e quello sinistro. Questa apertura, nei giorni o nelle settimane successive alla nascita, si chiuderà progressivamente in maniera permanente.

È stato però riscontrato che in cira un terzo delle persone adulte il forame resta parzialmente o del tutto aperto, senza però provocare nessun tipo di disturbo durante le normali attività di tutti i giorni. Da uno stdudio del dottor Stewart J. Tepper, direttore del Centro cefalee della Yale University School of Medicine è però emerso che questo tipo di malformazione potrebbe provocare dei problemi in caso in cui il soggetto adulto pratichi sistematicamente immersioni anche in curva di sicurezza. Al termine dell'immersione il subacqueo potrebbe presentare delle cefalee improvvise e in alcuni casi essere colpito dalla MDD (Malattia Della Decompressione).

Sembrerebbe che il rischio di sviluppare sintomi di MDD in coloro che si immergono avendo il Forame Ovale Pervio è da 2 a 5 volte maggiore rispetto a chi non ha questa malformazione. L'unico esame per valutare la condizione del forame ovale è l'esame Doppler dell’arteria caroridea.

Il rischio di MDD nei subacquei sportivi è basso rendendo quindi la subacquea uno sport sicuro. Non bisogna però dimenticare che la fase di decompressione, partendo da qualsiasi profondità, espone il subacqueo ad una determinata percentuale di rischio e bisogna quindi cercare di evitare anche il più piccolo errore.

Se volete il DAN sta effettuando uno studio proprio su questa patologia e volendo potete inoltrare la vostra domanda di partecipazione tramite uno dei tanti medici sparsi per il mondo che trovate a questo link.

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