Australian Open 2013: le pagelle, Djokovic 10 e lode, Federer e Murray da 8


Ha ragione Luca Marianantoni della Gazzetta dello Sport che, stamattina, ha twittato " I giorni più vuoti dell'anno? I quattro lunedì che seguono la fine di un Grande Slam!". Oggi è uno di questi. Sono passate appena 24 ore dal terzo successo consecutivo di Novak Djokovic all'Australian Open che, noi appassionati e addetti ai lavori, già sentiamo la mancanza delle gesta dei big della racchetta. Meno male che l'attesa finirà presto.
Nel week end c'è la Coppa Davis e rivedremo in campo proprio il numero uno del mondo che difenderà i colori della Serbia contro il Belgio in trasferta. Il 4 febbraio torna Nadal a Vina del Mar mentre tra quindici giorni Federer è atteso a Rotterdam dove deve confermare il titolo vinto un anno fa.
Ecco le mie personali pagelle sui protagonisti del torneo maschile dell'Australian Open. Melbourne ha riservato davvero poche sorprese. Se Nadal dovesse ritornare integro e in forma, difficilmente, anche quest'anno le prove dello Slam sfuggiranno al dominio incontrastato dei big four.Djokovic 10 e lode: Merita il massimo dei voti il serbo, primo tennista, nell'era Open a vincere per tre volte consecutive il primo Slam della stagione. Superati i primi turni con facilità, Nole è stato protagonista di una seconda settimana da urlo. Prima la battaglia con Wawrinka terminata 12-10 al quinto, poi gli assoli contro Berdcyh e Ferrer e infine l'apoteosi con Murray in un match in cui ha avuto il merito di riacciuffare e demolire il rivale dopo essersi ritrovato sotto di un set. Successo meritato e primato nel ranking Atp in cassaforte a lungo.

Murray 8: Il voto Andy se l'è guadagnato solo grazie alla sofferta vittoria in semifinale contro Federer. Prima il suo torneo era stato una sorta di allenamento agonistico compiuto al piccolo trotto contro avversari avversari abbordabilissimi come Haase, Sousa, Berankis, Simon e Chardy. In finale, lo scozzese ha deluso soccombendo, senza lottare, a Djokovic nel terzo e quarto set.

Federer 8 - 8,5: Roger ancora una volta ha avuto il merito di deliziarci con autentici spettacoli tennistici specie contro Davydenko, Tomic e, in parte, con Tsonga. Solido contro Raonic, l'elvetico si è fermato contro Murray dopo aver raddrizzato, da campione,  un match che sembrava perso. Al quinto set, le gambe lo hanno abbandonato. Contro avversari più giovani, la differenza atletica si avverte, eccome. Il braccio però funziona ancora bene e questo ci conforta per il prosieguo della stagione.

Ferrer 6,5: Il buon David ci sta facendo l'abitudine. Appena incrocia uno dei primi tre in classifica, il suo torneo finisce. E' successo anche a Melbourne dove Djokovic l'ha umiliato  alla stregua di quanto fece Nadal, a maggio, al Roland Garros. Prima Ferrer era stato il solito "mostro" di corsa e solidità, bravo anche ad approfittare dalle turbe psichiche di Almagro nei quarti di finale.

Seppi 7: Bravo Andreas. L'ottimo cammino a Melbourne gli consente questa settimana di issarsi alla 18° posizione del ranking Atp, primo italiano a tornare nei top 20 dopo Renzo Furlan nel 1997. Belle le vittorie, sofferte, al quinto, contro Istomin e Cilic. Peccato per la sconfitta con la sorpresa Chardy (voto 7,5) negli ottavi in un match che si poteva e doveva vincere.

Berdych e Tsonga 6: Per entrambi vale lo stesso discorso. Il divario con i big c'è tutto. Per questo il traguardo dei quarti di finale (con qualche comparsata in semifinale) rappresenta l'obiettivo massimo in un Major.

Del Potro 4: A Melbourne, l'argentino non è mai andato oltre i quarti di finale. Quest'anno si è fermato anche prima, sorpreso al terzo turno da Chardy. L'avvio di stagione è da dimenticare e la delusione è notevole anche perchè Delpo era reduce da un ottimo finale di 2012 con la vittoria contro Federer a Basilea e la semifinale del Masters di Londra. L'argentino però è un diesel e carbura con il tempo. Lo rivedremo in campo a Rotterdam e Marsiglia.

 

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