Pallavolo Femminile: Fabris sprona le atlete a creare un sindacato e Paola Paggi risponde "Presente!". Intanto la Lega ridà soldi agli sponsor e accoglie la "Carta del Tifoso"

Il volley femminile sta attraversando un momento molto delicato, il prossimo weekend torna il campionato che, già orfano di Crema dall'inizio del girone di ritorno, ora dovrà fare a meno anche di Modena, squadra che quest'anno stava regalando grandi soddisfazioni ai suoi tifosi.

La volontà di uscire da questa situazione, causata dalla scelleratezza di alcuni e subìta, purtroppo, anche dai virtuosi, c'è tutta, perché il volley è uno sport bellissimo, le atlete sono un esempio per tante ragazze, i palazzetti un luogo adatto alle famiglie e non è giusto che, a causa dei comportamenti avventati di alcuni, tutto il movimento venga messo in cattiva luce.

Domenica scorsa, all'All Star Game Fondazione Umberto Veronesi, abbiamo avuto prova di quanto di buono c'è nel volley femminile.
Dietro le quinte dell'amichevole tra le stelle italiane e straniere del nostro campionato sono avvenuti degli incontri da cui sono nati spunti interessanti su cui conviene soffermarsi:
- l'invito rivolto dal Presidente della Lega Serie A Pallavolo Femminile Mauro Fabris alle atlete presenti a costituirsi in un'organizzazione, una sorta di sindacato, che le rappresenti, tutelandole dai comportamenti non sempre trasparenti di procuratori e dirigenti;
- la firma della Carta del Tifoso da parte dei rappresentanti delle tifoserie delle squadre di Serie A1.

Partiamo dal primo punto, la proposta di creare un sindacato delle pallavoliste, su cui Outdoorblog.it ha sentito il Presidente Mauro Fabris e Paola Paggi, giocatrice che ha vinto tutto in carriera, campionessa del mondo nel 2002, e in questi giorni alla ricerca di una squadra dopo il ritiro di Modena, in cui militava dal 2010.

Il sindacato delle pallavoliste - Gli interventi di Mauro Fabris e Paola Paggi


Mauro Fabris

ha spiegato che già cinque anni fa aveva fatto notare alle pallavoliste che era giunto il momento che si organizzassero, perché la Lega non può dipendere sempre ed esclusivamente da un rapporto mediato dai procuratori, ma ha bisogno di discutere direttamente con loro dei problemi dei club e del campionato.
Questa proposta non ebbe seguito, ma in questi ultimi due anni la Lega si è trovata nuovamente a dover parlare di problemi importanti con i procuratori delle atlete che a volte non sono completamente trasparenti con le loro assistite.
Nonostante alcuni tentativi in passato di creare sindacati per i pallavolisti, le giocatrici, di fatto, non hanno mai avuto dei rappresentanti che non fossero i loro procuratori nei momenti decisivi, incluse le camere di conciliazione.
Dice Fabris:

"I procuratori devono informare al meglio le atlete sulla realtà in cui stanno andando a giocare. Se una giocatrice firma per una squadra in cui pensa di essere pagata di più, ma poi questo non succede, se la deve prendere anche con il suo procuratore, non solo con il club.
In camera di conciliazione, lo scorso dicembre, non c'era alcuna atleta, ma solo i procuratori, che hanno discusso sulle modalità di pagamento delle società in ritardo con gli stipendi, ma io penso che sia meglio per le giocatrici organizzarsi in modo che la Lega possa confrontarsi direttamente con loro.
Negli spogliatoi, prima dell'All Star Game, ho detto alle ragazze che alla Lega conviene avere un interlocutore organizzato, e ho parlato andando anche un po' contro quella che è la mia ragione sociale, perché io rappresento i club, i 'padroni', e non le atlete".

Prossimamente saranno discusse le nuove norme di ammissione al campionato di cui si è già iniziato a parlare nell'Assemblea di Lega di ieri, e secondo Fabris sarebbe giusto coinvolgere le atlete:

"Noi per l'anno prossimo abbiamo in mente una riforma delle norme di ammissione al campionato e vorremmo confrontarci direttamente anche con le atlete, per spiegare che cosa stiamo facendo nel loro interesse, oltre che nel nostro e in quello di tutto il campionato".

Mentre proponeva questa idea alle ragazze, Fabris ha voluto al suo fianco Paola Paggi, grandissima campionessa del nostro volley, che ora è senza squadra a causa del ritiro dell'Universal Modena.
Nei giorni precedenti all'All Star Game, Fabris e Paggi si erano sentiti per chiarirsi in seguito alla protesta plateale di Modena il giorno della partita con Conegliano. Fabris ha capito che c'erano alcuni aspetti di cui lui non era a conoscenza sul lavoro (o meglio il "non lavoro") di Modena, mentre Paola Paggi era all'oscuro di quanto la Lega aveva fatto per rimediare alla preoccupante situazione del club venutasi a creare a causa dei suoi dirigenti.

Paola Paggi, raggiunta telefonicamente da Outdoorblog.it, è sembrata entusiasta all'idea di creare un sindacato delle pallavoliste. Ecco che cosa ha detto:

"Il sindacato non c'è mai stato, non ci abbiamo mai neanche provato a crearlo, ma io credo che per noi sarà una cosa positiva. Certo, non sarà facile, perché bisogna mettersi d'accordo tra tutte e organizzarsi, ma sicuramente è un'iniziativa che potrebbe giovare a noi atlete. Cercherò io in prima persona di impegnarmi in questa cosa, adesso faccio passare solo qualche giorno per vedere di trovare una squadra e sistemarmi per il mio immediato futuro, poi cercherò sicuramente di andare avanti da quel punto di vista".

Quando le abbiamo chiesto se è pronta a farsi portavoce di questa iniziativa, la campionessa ha risposto:

"Sì, direi di sì, ovviamente spero che mi aiutino anche altre atlete perché da sola farei un po' di fatica, però la volontà da parte mia c'è tutta e vorrei che questa idea prendesse forma al più presto".

 


La questione delle fideiussioni di Crema e Modena escusse dalla Lega e i mancati incassi da partite e sponsor


Intanto, Mauro Fabris, ha anche spiegato che cosa succede con le fideiussioni depositate da Modena e Crema al momento dell'iscrizione.

"C'è una sentenza del Giudice Unico Federale che stabilisce che le fideiussioni delle squadre che si ritirano dal campionato vanno escusse dalla Lega. Così è stato deciso per Conegliano l'anno scorso, per Crema poco tempo fa e così avverrà anche per la fideiussione di Modena mercoledì. La sentenza si basa sul fatto che così è stabilito dalle norme di iscrizione al campionato e, ripeto, la sentenza arriva in seno alla Federazione, non alla Lega".

Il motivo per cui la fideiussione di chi si ritira è escussa dalla Lega sta nel fatto che il consorzio dei club si ritrova ad affrontare le conseguenze del mancato proseguimento del campionato come era stato deciso con gli sponsor. E infatti, rivela Mauro Fabris, gli sponsor del Campionato hanno già chiesto di ridurre notevolmente il loro apporto a causa della diminuzione del numero di partite per questo campionato:

"La Lega e i club che vi aderiscono hanno avuto un danno economico non di poco conto in seguito al ritiro di queste due squadre, danno che si sostanzia in mancati incassi per partite che non si giocano, in riduzione delle sponsorizzazioni sportive.
Gli sponsor del campionato mi hanno già chiesto per quest'anno una riduzione molto onerosa del loro contributo per quello che è successo.
Inoltre noi abbiamo contratti con la Rai e con altre emittenti, tra cui il consorzio che gestisce le immagini delle partite del campionato italiano a livello internazionale e Sportube, quindi i soldi incassati dalle fideiussioni di cui avremmo fatto volentieri a meno, non basteranno certamente a ripianare tutti i danni che abbiamo subito.
Lo sanno i procuratori, quindi si suppone che lo sappiano anche le atlete, che, in caso di ritiro delle squadre, i soldi delle fideiussioni, su disposizione della Federazione, vanno incamerati dalla Lega".

 


La Carta del Tifoso dei supporter del volley femminile


Il volley femminile, oltre a qualche preoccupazione, ci regala anche delle belle storie, come quella della firma della Carta del Tifoso da parte dei rappresentanti dei supporter delle squadre di A1.
Il documento è stato stilato a Verona, prima dell'All Star Game Fondazione Umberto Veronesi, ed è stato firmato dai Balusch di Pesaro (promotori dell'iniziativa), i Pink Wolf di Piacenza, i Non Plus Ultra's di Conegliano, i Tifosi Biancoblù di Chieri Torino, la Nuova Guardia Bianconera di Modena, gli Amici delle Farfalle di Busto Arsizio, i Fedelissimi di Urbino Volley, i Cuoredarena di Conegliano.

Ecco il testo della Carta del Tifoso che si rifà ai principi della Carta del Fair Play, varata nel 1975 dal Comitato Internazionale Fair Play:

"Qualunque sia la mia funzione nello sport, anche quella di spettatore, adeguerò il mio atteggiamento sugli spalti al fine di:

- Fare di ogni incontro sportivo un momento di festa, qualunque sia l'importanza della posta in palio;
- Conformarmi alle regole e allo spirito dello sport che seguiamo;
- Rispettare la squadra avversaria come quella da me sostenuta;
- Accettare le decisioni dell'arbitro o dei giudici sportivi, sopportando gli eventuali errori;
- Evitare la cattiveria e le aggressioni con atti, parole o scritti;
- Restare degno nella vittoria come nella sconfitta;
- Aiutare ognuno con la mia presenza, la mia esperienza e la mia comprensione;
- Aiutare a far rispettare intorno a me i principi qui affermati

Onorando questo impegno, sarò un vero sportivo".


Foto © Filippo Rubin/Lega Volley Femminile

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