Antropologia dell'alpinista - Il climber forte, quello della domenica, la donna e il cane

Eccoci oggi ad importante appuntamento con antropologia. Questa miniguida analizza i soggetti che frequentano le falesie, i siti di boulder o le palestre di arrampicata.

Caratteristiche del climber (quello vero e forte) sono poche ma utili per riconoscerlo:

- Solitamente durante la giornata si nutre di frutta (mele e banane) e di quelle barrette energetiche al cioccolato, ai frutti di bosco (a dire il vero non è che siano esaltanti, papillosamente parlando...)

- La sua abbronzatura è suppergiù sul genere di quella da muratore: la schiena, le spalle, le braccia e i polpacci sono solitamente abbronzati (quasi ustionati in estate) mentre la faccia, il petto e la pancia e le gambe sono del colore naturale della pelle del climber.

- La postura è spesso curva, schiena enorme e vitino di vespa e le dita sono grosse e bitorzolute, ormai incapaci di stendersi completamente.

- La leggenda narra poi di tatuaggi per tenersi di più e della sua impossibilità di separarsi da magnesite e nastro per le dita.

Per contro esiste poi il climber della domenica, quello che va a divertirsi:

- dal primo istante in cui indossa le scarpette... già riflette su dove andare a cenare, a poco prezzo ma tanto "bono".

- l'abbronzatura è abbastanza omogenea, si porta la crema solare per non scottarsi e i lunghi momenti di riposo tra una via e l'altra (sono necessari per la buona iuscita della prestazione, che credete) li trascorre in concentrazione sull'amaca.

- riesce ancora a stendere la dita, è gioioso e garrulo e magari cerca anche di rimorchiarsi la vicina di via...

- a volte potrebbe bestemmiare per progredire, a volte imprecare contro se stesso o la roccia, ma il più delle volte usa il nastro per fare pacchetti regalo agli amica in mancanza dello scotch.

Poi c'è la donna, elemento controverso in questo mondo al maschile:

Se parliamo della femmina in senso stretto potei osare nel dire che un 40% degli arrampicatori hanno attributi femminili
se parliamo di femmina, come persona che attira gli uomini comincio ad avere qualche perplessità e devo fare delle distinzioni:

- la femmina, in quanto donna del climber, solitamente non arrampica; viene trascinata dal suo uomo in falesia, costretta ad indossare l'imbrago e a fargli sicura tutto il giorno.

- Nel momento in cui si mette le scarpette iniziano per lei terribili momenti di inspiegabili sofferenza: viene sbattuta da seconda sulla via, costretta a scalare controvoglia (rovonandosi ma manicure), e continuamente rimproverata sulla sia inattitudine all'arrampicata.

- La femmina quale arrampicatrice forte, bhè, immaginatela voi: spalle enormi, mani informi, capelli non esattamente curate (insomma le versione senza "pistolino" del climber forte). Oserei dire che non è proprio affascinante... (spero di non aver offeso troppe arrampicatrici).

- Infine ci sono le quintogradiste: si tratta della splendida unione della DONNA e dell'arrampicatrice. Le piace arrampicare e stare all'aria aperta; fa sicura ai compagni ma si applica nell'arrampicata; porta il ciambellone che ha preparato con le sue manine in falesia e lo offre un po' a tutti, ma le scappa anche qualche vaff... se non riesce nel passaggio chiave della via.

A questo punto entra in gioco il cane del climber: non ha caratteristiche particolari, è un quadrupede peloso e tanto basta.
Eviterei infine di parlare dei climber con figli, si potebbe aprire un filone infinito!!!

un post di | Vale Cy

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: