Sei Nazioni - Brunel dopo il trionfo contro la Francia: "Vincere il torneo? Piedi per terra...."

Grandissima euforia nel clan azzurro dopo il trionfo al debutto nel Sei Nazioni. Abbiamo potuto ammirare gli ottanta minuti giocati con determinazione e intelligenza dalla compagine allenata da Brunel, abbiamo sofferto nei minuti finali e poi siamo esplosi insieme ai quindi ragazzi in campo. La Nazionale Italiana di rugby ha battuto la Francia conquistando il Trofeo Garibaldi per il secondo anno consecutivo, ed ha iniziato nel migliore dei modi l'avventura di questa edizione del 2013 del Sei Nazioni.

E' un risultato che permette di sognare perché in questa gara si è vista finalmente un'Italia forte e concentrata sin dal primo minuto, trascinata dalle mete di Parisse e Castrogiovanni, dai calci e dalle giocate di classe di Orquera (man of the match). Ma è soprattutto un piccolo traguardo che pone l'Italia su quel gradino più alto chiamato rispetto in uno sport in cui bisogna sudarsi la stima degli avversari punto dopo punto, anno dopo anno e Sei Nazioni dopo Sei Nazioni.


Italia-Francia Rugby Sei Nazioni 2013

Italia-Francia Rugby Sei Nazioni 2013
Italia-Francia Rugby Sei Nazioni 2013
Italia-Francia Rugby Sei Nazioni 2013


Galles - Irlanda, Torneo Sei Nazioni 2013

Galles - Irlanda, Torneo Sei Nazioni 2013
Galles - Irlanda, Torneo Sei Nazioni 2013
Galles - Irlanda, Torneo Sei Nazioni 2013
Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

L’Italrugby ed i suoi tifosi hanno festeggiato a fine partita sul prato dello Stadio Olimpico. Un impianto gremito di appassionati che hanno sostenuto gli azzurri dall'inizio alla fine. Forse la Scozia, prossimo avversario dell'Italia, avrà un pizzico di paura in più dopo questo risultato. E forse l'Italia potrà cominciare a pensare di andare oltre il piccolo obiettivo di sempre, vale a dire evitare il cucchiaio di legno. Ma Jacques Brunel, l'allenatore francese dal 2011 Commissario Tecnico della Nazionale italiana che ha dato un dispiacere ai connazionali, non vuol sentir frasi da voli pindarici e invita tutti a tenere i piedi per terra e a restare umili:

"La squadra azzurra era gia' in crescita, e oggi ha mostrato la bellezza del nostro rugby e del nostro carattere. Abbiamo lavorato sul gioco, e non in rapporto alla Francia, eravamo noi a dover essere propositivi, ed eravamo totalmente concentrati sui contenuti del nostro gioco da svolgere sul campo. Tutto ha funzionato, e sono molto soddisfatto. A novembre avevamo giocato bene ma nei secondi tempi il nostro livello di gioco si era sempre abbassato. La nostra sfida di oggi era durare fino all'80' e l'abbiamo fatto. Nel finale ho avuto paura, vista la veemenza con cui loro venivano avanti, ma dopo tutte le occasioni avute perdere mi sarebbe bruciato troppo, devo ancora metabolizzare la delusione di Firenze contro l'Australia. Oggi abbiamo avuto tanta forza e coraggio, mi e' piaciuto, anzi e' stato fondamentale, il modo in cui abbiamo reagito quando ci siamo trovati sotto ad inizio ripresa. Nell'intervallo avevamo parlato della nostra prestazione e del calo negli ultimi 10', ma i miei sono tornati in campo con un altro atteggiamento. Poi nel finale il drop di Burton e' stato fondamentale. Se possiamo vincere il Sei Nazioni? Quel giorno non e' cosi' vicino, perche' non basta battere la Francia, dobbiamo abituarci a vincere con tutte queste squadre. Sabato c'e' quest'altra sfida con la Scozia, a Edimburgo, e non sara' affatto facile come sento dire in giro. Loro hanno ottimi giovani e giocano bene".

Capitan Parisse appare fisicamente provato ma è visibilmente soddisfatto. Le dichiarazioni dell'ex giocatore della Benetton:

"Cominciare il Sei Nazioni con una vittoria su una rivale come la Francia e' una cosa unica, bellissima. Oggi era importante confermare quanto di buono avevamo fatto a novembre, perche' una bella partita senza il risultato non sarebbe contata niente. Sentivo dire che la Francia ci avrebbe asfaltato e invece tutti si sono sentiti orgogliosi di aver visto un'Italia che gioca cosi'. Ora abbiamo la consapevolezza che siamo forti, e abbiamo dimostrato che siamo una bella squadra. Sara' importante non sprecare energie inutili e recuperare bene. Vincere e' la priorita', non importa come abbia giocato io, e ora dovremo essere bravi a gestire le aspettative che ci saranno su di noi. Per questo dico che dobbiamo prepararci al meglio in vista della Scozia. Intanto ci siamo guadagnati il rispetto di tutti".

Infine le parole di Luciano Orquera, rugbista che milita nelle Zebre, eletto Man of the Match nella sfida dell'Olimpico:

"Mi piace molto giocare per Brunel, con lui mi trovo a mio agio, chiede ritmo e voglia di osare, esplorando gli spazi. Qualcuno non credeva in me perche' sono alto solo 1,71? Il rugby non e' solo forza, e poi a me piace anche placcare. Dedico il nostro successo di oggi al pubblico dell'Olimpico, che ci ha dato la carica. Eravamo molto forti mentalmente sin dall'inizio, e volevamo vincere a tutti i costi. Siamo sempre stati in partita, senza mai mollare, se non negli ultimi 15 minuti del primo tempo, quando siamo andati un po' alla deriva. Ma poi ad inizio ripresa, come ha detto Brunel, siamo tornati in campo con un atteggiamento diverso, ed e' stata la svolta. Sono felicissimo".

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