"Federer se la tira", così parlò Jerzy Janowicz


Lo abbiamo conosciuto a Parigi Bercy, l'ultimo Masters della stagione, quando, da qualificato, arrivò in finale rifilando batoste in successione a Murray, Tipsarevic e Simon. Ne abbiamo commentato la reazione spropositata alla McEnroe per un punto contestato in occasione del match degli Australian Open contro l'indiano Davverman. Di chi stiamo parlando ?. Facile, del polacco Jerzy Janowicz, attuale n°25 Atp.
Jerzy jet così viene soprannominato per il suo servizio bomba, non pago dell'insperato successo finora ottenuto, sta facendo ancora parlare di sè per alcune dichiarazioni rilasciate su Federer e Djokovic riportate dai colleghi di Tennisworld.
Lo confesso, appena le ho lette, non ho potuto non sorprendermi. Eccole qua:

Non ho idoli. Mi piaceva lo stile di Sampras e il carattere di Safin. Djokovic è un falso, ama solo mettersi in mostra. Federer invece se la tira, non è naturale. E' difficile considerarlo parte integrante di tutti noi

Comprendo l'esuberanza di Janowicz. Evidentemente non lo è solo sul campo ma anche in quanto a dialettica. Forse però dovrebbe un pò moderarsi. Dei rapporti tra tennisti ne so poco o nulla. Tante sono le voci che circolano a riguardo ma definire così due autentici campioni mi sembra alquanto irrispettoso al di là dell'indipendenza di giudizio e di opinione. In particolare voglio soffermarmi su Federer.
Le parole di Janowicz mi hanno ricordato molto le dichiarazioni di Sara Errani nella celebre intervista a Vanity Fair. In quell'occasione Sarita definì Roger "un fighetto" esaltando, al contempo, la combattività e l'etica del lavoro di Nadal. Dire che Federer "se la tira e non è naturale" mi sembra, onestamente, un azzardo. Frequento da anni gli Internazionali di Roma e vi posso confermare che non ho mai visto un tennista tanto disponibile quanto l'elvetico sempre pronto a regalare una foto, un autografo o un sorriso ai fan, cosa che non ho riscontrato in altri big della racchetta, specie in ambito femminile.
Che dire poi, del comportamento di Federer in campo. Mai una protesta, mai un gesto fuori posto. Solo prodezze e, nel caso, sconfitte accettate con serenità. Spero che Janowicz riveda i suoi giudizi. In molti lo reputano l'erede di Robin Soderling, il tennista svedese fermo da un anno per la mononucleosi. Soderling non passava per un simpaticone nel circuito. Con queste dichiarazioni, Janowicz si appresta a seguirlo.

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