Doping nel tennis, Murray: "Fuori i nomi dei coinvolti con Fuentes, più test del sangue"

Sono giorni roventi sul fronte doping. Non bastava il caso Armstrong. Le possibili rivelazioni del medico spagnolo Eufemiano Fuentes, principale imputato del processo seguito all'Operacion Puerto che ha smascherato pratiche illecite diffuse nel mondo del ciclismo, potrebbero toccare anche il tennis. A margine dell'udienza di giovedì scorso, è stato lo stesso Fuentes a gettare sospetti (e poche certezze finora...) su altri spot affermando di aver lavorato proprio con tennisti e calciatori
Immediatamente, Iñaki Badiola  l'ex presidente della Real Sociedad, club che milita nella Liga, si è autodenunciato rivelando ad As, l'acquisto di farmaci illeciti con la supervisione di Fuentes nel 2001 a partire dal 2001. Ieri, invece, è spuntato nei documenti d'indagine, un manoscritto del dottore con su scritto la parola "Milan", il che ha fatto subito supporre un accostamento con i rossoneri, rivelatosi però privo di fondamento.
E' proprio questa incertezza, questa confusione sul caso Fuentes che alimenta la cultura del sospetto a infastidire non pochi addetti ai lavori. Il Milan ha immediatamente smentito ogni coinvolgimento. Tra i tennisti, invece, ha parlato Andy Murray in un'intervista a Sky News Uk, ripresa dai quotidiani nostrani. Lo scozzese ha tuonato:

È importante che vengano resi noti i nomi di tutte le persone coinvolte insieme al dottor Fuentues. Se anche un solo tennista su cento fa uso di doping, non è più uno sport pulito. Io so di essere pulito, dobbiamo essere certi che tutti competano regolarmente

Parole chiare quelle di Murray che rivolge un invito ai colleghi e alle istituzioni tennistiche per incrementare e migliorare l'antidoping. L'idea del campione olimpico è alquanto innovativa: destinare una quota dei premi vinti dai tennisti nei tornei per assicurare un sistema di controlli migliore

Abbiamo bisogno di molti più esami del sangue ed è anche necessaria l'introduzione del passaporto biologico (come per i ciclisti ndb). Capisco che c'è la necessità di trovare fondi per pagare tutto ciò e che non è facile. Non so come Itf, Atp e Wta spendono i soldi dell'antidoping ma se c'è bisogno anche noi giocatori dobbiamo essere pronti a dare una mano, magari destinando una parte dei nostri premi  per rendere il più possibile questo sport pulito sopra ogni sospetto. Il  mio ultimo esame del sangue è stato a novembre a Parigi, ne abbiamo fatto massimo cinque durante tutto l’anno. Dovrebbero esserci delle modifiche.

Vedremo se la proposta di Murray verrà accettata o quantomeno accolta con favore. Usa invece pochi giri di parole il veterano James Blake, ex numero 4 Atp.. Per lui non ci sono dubbi. L'accusa è pesante ma, finora, come nel caso Fuentes, non c'è stato nessun riscontro. Leggete qua

Sono sicuro che ci sono tennisti che si dopano e che dribblano i test. Con così tanti soldi in ballo, si cercano sistemi per avvantaggiarsi. Spero che il tennis riesca a smascherare chi fa uso di pratiche illecite e a battere il doping

Finora, al di là di qualche episodio sporadico, fortunatamente, non ci sono stati casi di doping in questo sport che, tuttavia, specie in un'epoca in cui il gioco si è trasformato prediligendo la fisicità alla bellezza dei colpi, fatica ad allontanare dubbi e sospetti.

 

Foto © Getty Images - Tutti i diritti riservati

 

  • shares
  • Mail