Climbing - Val Susa: Anticaprie e il suo gneiss

Qualora il climber dedito a strizzare le tacche e amante del calcare decidesse di fare una puntatina nel Nord Ovest, non può evitare la Val Susa. Qua siamo nel regno del Granito e dello Gneiss, pietra dura come gli arrampicatori autoctoni; gente che non è di molte parole, amante del sole, ma è abituata a tanta, tanta, ma tanta umidità e afa in estate.

La falesia di Caprie è costituita esclusivamente da gneiss: si tratta di una roccia simile al granito, quindi con una aderenza molto maggiore del calcare. Solitamente si presenta con delle placche interrotte da tettini e liste nette, quindi si alternano momenti di tecnica e di aderenza ad una progressione di forza su strapiombo. La roccia della Bassa Val Susa inoltre è dotata (se così vogliamo dire) di strutture con scagliette un po’ fragili e quindi non si deve dimenticare di testare la presa o l'appiglio che stiamo andando a caricare.
Il colore scuro, sul rossastro, di questa roccia trattiene calore e quindi da maggio fino a tutto agosto è meglio arrampicare al di sopra dei 1.500 mt o almeno quando prevalgono le nuvole.

La parete di Anticaprie è la più frequentata del gruppo di Caprie: si tratta infatti di una parete attrezzata in stile moderno, con fittoni e resina, si trova a 5 minuti dal parcheggio e l’assicuratore rimane sempre in ombra grazie al bosco sottostante. Purtroppo, essendo collocata ad un’altitudine di circa 450 mt ed essendo esposta a Sud nel periodo estivo è quasi impraticabile. E un luogo comodo da raggiungere, ideale per chi ha bambini al seguito.

Anticaprie si trova a neanche 5 minuti di macchina da Caprie e Novaretto. A causa di questa sua peculiarità, a differenza di quanto si possa pensare, la roccia del genere del granito si “marmorizza” come il calcare a forza di essere battuta dai climber ed è particolarmente scivolosa a causa della presenza di mica.

Ci sono circa una quarantina di vie, tra monotori e itinerari fino a 4 tiri. La difficoltà raggiunge il 7b+ solo nel primo tiro di qualunque via, mentre c’è una via che ancora risulta non liberata (Jamanahure Mana, 8?).

Appena si inizia a scalare si rimane un po’ perplessi per la sorpresa di trovare aderenza granitica, ma progressione di forza. Però la scalata è sempre fluida sui gradi fino al 6b, le protezioni sono fin quasi troppe, considerando che ci troviamo nel regno degli alpinisti e della spittarura allegra. Il passo è sempre protetto e anche se sotto c’è uno scivolo non c’è timore di affrontare il problema.Le vie dal 6c in su hanno la caratteristica di essere quasi esclusivamente su strapiombo e iniziano a vedersi più frequentemente piccole tacche e orecchie quasi minuscole.

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