Climbing - Colle dell'Orso tra mucche e spit

Avventurarsi nell’Italia centro meridionale e più precisamente lungo l’appennino molisano può rivelare all’occhio esperto dell’arrampicatore uno spettacolo esaltante quanto disarmante. Una volta raggiunta la località di Frosolone e imboccando la strada che porta verso Colle dell’Orso, ammirando gli altipiani ricoperti di mucche, cavalli, dei loro escrementi, di pale eoliche e di pastori, ci si accorge sulla destra di una struttura in legno, uno di quei casotti turistici per le informazioni.

Da lì parte un sentiero quasi in pianura che incrocia un fontanile, attraversa una specie di cancello nel filo spinato e fa approdare il camminatore in un paradiso per gli utilizzatori di corda e rinvio.

Definire Colle dell’Orso una località ideale per l’arrampicatore è troppo poco: in questo altipiano da cui svettano pareti rocciose con vie che si sviluppano dai 20 ai 35 mt, con vacche e tori che guardinghi osservano il climber scalare, con alcune zone di prato libero in cui piantare la tenda, fare legna e accendere il fuoco per una grigliata… questo elenco potrebbe andare avanti ancora per molto, enunciando la bellezza e l’atmosfera selvaggia del posto.

Quindi la cosa migliore è andare a scalare a Colle. Il periodo ideale è da metà maggio a settembre. Si trova intorno ai 1.200 mt, sferzato da brezze che possono diventare forti venti e quindi, mentre in estate al calar del sole accendere il fuoco fa un gran piacere, in inverno è impraticabile per il climber, vista anche la presenza della neve, ma piacevole chi pratica lo sci di fondo.

L’area di arrampicata si divide in blocchi poiché i vari speroni di roccia sono sparsi qua e là su tutta l’area. Le vie censite sono una quarantina, ma trattandosi di un luogo in fase di scoperta, gode di una buona frequentazione da parte degli spittatori. La roccia è calcare grigio chiaro, simile a quella del Gran Sasso, in cui regna l’aderenza; le pareti sono costellate di buchi, tanti dei quali ciechi e fessure strette. L’arrampicata è prevalentemente tecnica, tranne in alcuni blocchi, molto bassi, in cui esce l’anima boulder di ogni arrampicatore. In questa bella falesia c’è Slayer (6b/6b+), magnifica via di riferimento lunga intorno ai 25/30 metri, su uno dei primi settori che arrivando si trova sulla sinistra.

Per chi non fosse proprio un rude escursionista o ha dimenticato la tenda a casa, al paese di Frosolone, chiedendo nella piazza centrale, riuscirà a reperire qualche numero di telefono per dormire con circa 20 Euro. Questa località vede la sua importanza anche per altri due elementi: le coltellerie che esportano anche all’estero, e la carne, con gli animali allevati allo stato brado, di cui non bisogna perderne l’assaggio (un consiglio: il ristorante La Tana dell’Orso, in mezzo ai monti)

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