Doping nel ciclismo | Caso Cipollini: la procura antidoping apre un fascicolo

Due giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta dello Sport delle rivelazioni secondo le quali Mario Cipollini sarebbe coinvolto nell'Operación Puerto, la procura antidoping del Coni, guidata da Ettore Torri, ha deciso di aprire un fascicolo sull'ex ciclista lucchese.

L'indagine nota con il nome Operacion Puerto è partita il 23 maggio 2006 a Madrid, quando vennero arrestati i medici Eufemiano Fuentes, ginecologo allora cinquantenne originario delle Canarie, e Merino Batres, ematologo, più i direttori sportivi Manolo Saiz (della Liberty Seguros) e José Ignacio Labarta e l'ex biker Alberto Leon (poi morto suicida).

Fuentes e Batres avevano messo su una rete di due laboratori e due appartamenti nei quali gli atleti (non solo ciclisti, ma anche calciatori, tennisti e campioni di atletica leggera, per ammissione di Fuentes) si sottoponevano ad autoemotrasfusioni, una pratica dopante dal 1985.

I due medici somministravano inoltre Epo, anabolizzanti e ormoni della crescita. Nei loro frigoriferi sono state trovate le 206 sacche di sangue che la Guardia Civil ha sequestrato e grazie alle quali sono stati incastrati in seguito, tra gli altri, Jan Ullrich, Ivan Basso, Alejandro Valverde. Ben 99 di quelle sacche di sangue non non si sa ancora a chi appartengono.

La replica di Cicpollini alle accuse della Gazzetta dello Sport


9 febbraio 2013

Mario Cipollini ha risposto all'inchiesta pubblicata dalla Gazzetta dello Sport secondo la quale l'ex ciclista sarebbe coinvolto nell'Operacion Puerto.

Attraverso il suo avvocato, Giuseppe Leone, il corridore lucchese ha diramato una nota in cui il legale definisce come "assurde e infondate" le notizie pubblicate oggi e spiega che Cipollini è disposto a una verifica ematologica con le 99 sacche di sangue trovate nel frigorifero del dottor Eufemiano Fuentes e che non sono ancora state identificate.

L'avvocato Leone fa notare che il numero di fax scritto dietro una delle tabelle di Fuentes non è il numero di casa di Cipollini: è un numero italiano, ma fino al 2004 il ciclista era residente nel Principato di Monaco, come è stato confermato anche dalla Corte di Appello di Firenze nell'ambito di un processo per evasione fiscale in cui è stato coinvolto SuperMario nel 2008 e poi assolto nel 2010.

Inoltre, Leone si sofferma sui presunti nomi in codice di Cipollini:

Nel suggestivo articolo si legge che il presunto nome in codice sarebbe "Maria" o "CP". Davvero singolare tale circostanza, ove si consideri che gli altri atleti implicati nell' Operacion Puerto sono indicati, come si evince dal testo dello stesso articolo, con un solo pseudonimo: "Birillo", "Piti", "Zapatero", "El Bufalo". Mario Cipollini avrebbe addirittura due pseudonimi! L'articolo omette però di riferire che già in passato, in data 24 agosto 2006, il quotidiano Repubblica pubblicava la notizia che l'atleta in questione avesse quale nome in codice "Pavarotti". Quindi, a questo punto gli pseudonimi forzatamente riconducibili all'atleta sarebbero addirittura tre.

Ora Mario Cipollini è intenzionato ad agire contro chi ha diffuso queste notizie in sede giudiziaria civile e penale.

 

Il coinvolgimento di Cipollini nell'Operacion Puerto secondo la Gazzetta dello Sport


L'Operacion Puerto ha svelato un altro paziente di lusso di Eufemiano Fuentes: Mario Cipollini, che nelle carte del dottore del doping si chiamava "Maria" o "CP".
Ricordiamo come Birillo fosse il nome in codice di Ivan Basso, Piti di Alejandro Valverde, ossia i nomi dei loro cani usati sulle sacche di sangue per distinguerle le une dalle altre ma non far riconoscere i "legittimi" proprietari.
A inchiodare Cipollini c'è il suo numero di fax della casa di Lucca scritto dietro una tabella del 2002.

Sulla Gazzetta dello Sport di oggi, 9 febbraio 2013, è stata pubblicata proprio la tabella con cui il dottor Fuentes programmava dettagliatamente i trattamenti dopanti a cui Mario Cipollini doveva sottoporsi tra una gara e l'altra.

Il 2002 è stato il suo anno magico, quello in cui ha vinto, oltre alla terza Gand-Wevelgem della sua carriera, anche la prestigiosa Milano-Sanremo e il Campionato del Mondo su strada a Zolder, in Belgio. Ebbene, proprio in quell'anno SuperMario (ma ora chi lo chiamerà più così?) non si è fatto mancare proprio nulla: Epo, ormoni e anabolizzanti, le immancabili trasfusioni del suo stesso sangue ripulito dalle scorie. Tutto per essere il più forte, il più veloce, il Re Leone.

Dalle oltre 7mila pagine divise in 23 tomi del processo nominato Operacion Puerto, emergono anche i pagamenti che il dottor Fuentes detto Asterix (mentre Obelix era l'ematologo Merino Batres, colui che consigliava la scelta dei nomi in codice) ha ricevuto anche dal mondo del calcio, in particolare dal Real Sociedad, che gli ha versato denaro per i suoi servigi dal 2002 al 2007.

Gli appuntamenti di Cipollini con il doping riempivano tutto l'anno, da gennaio aveva cominciato a fare trattamenti con l'Epo, poi le gonadotropine corioniche, degli ormoni associati all'uso di anabolizzanti, poi a febbraio ancora Epo con carichi sempre più pesanti (da 500 a 2000 unità!), in seguito a marzo i prelievi, indicati con la lettera "E". Il sangue veniva poi ripulito dalle scorie e utilizzato prima delle gare importanti.

Dopo aver vinto la Milano-Sanremo e la Gand-Wevelgem, altre trasfusioni per il Giro d'Italia subito dopo il Giro di Aragona. Poi, il 15 luglio, un ritiro mai capito da nessuno. Già da due settimane aveva iniziato un trattamento a base di anabolizzanti e il 26 si era fatto prelevare due sacche di sangue. Poi ancora una cura di ormoni della crescita, ad agosto altri prelievi e altri ormoni e di nuovo così anche dopo la Vuelta.

Dalla tabella con il programma personalizzato di Mario Cipollini si evince infatti che il ciclista di Lucca si era sottoposto a trasfusioni nelle settimane precedenti al Mondiale di Zolder. Si era ritirato dalla Vuelta all'8a tappa dicendo di non voler compromettere la sua condizione in quel momento ottimale in vista della gara iridata.
Subito dopo Cipollini si è fatto prelevare tre sacche di sangue da 250 ml dal 20 al 24 settembre (si era ritirato dalla Vuelta il 14) e poi se le è fatte reimmettere, con molta probabilità, il 9 ottobre, perché questa è la data cerchiata nell'accurato programma di Asterix.
Il 13 ha poi corso e vinto il mondiale in Belgio.

Per ora Mario Cipollini non ha voluto lasciare alcuna dichiarazione dicendo di voler prima vedere i documenti.

Foto in apertura ©  Getty Images
Qui di seguito la tabella pubblicata dalla Gazzetta dello Sport 

La tabella dopante di Mario Cipollini
La tabella dopante di Mario Cipollini La tabella dopante di Mario Cipollini

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