Federer dimentica Rotterdam e vola in Sud Africa per incontrare Nelson Mandela

Avevo pronosticato un cammino in discesa per Roger Federer verso la finale dell'Atp di Rotterdam. Le mie previsioni si sono rivelate sbagliate. A sbaragliarle è stato un sorprendente Julien Benneteau, capace di estromettere ai quarti di finale del torneo il detentore del titolo con un meritato 6-3; 7-5.
Ottima la prestazione del francese, scadente quella di Federer irriconoscibile al servizio e nel suo colpo migliore, il dritto. L'elvetico ha accettato la sconfitta serenamente e ammesso i meriti dell'avversario

Julien ha giocato benissimo. Ha meritato di vincere e sarei stati fortunato se fossi riuscito a portare la partita al terzo set. Mi dispiace per i tifosi che sono venuti a vedermi. Spero di tornare a giocare nuovamente in Olanda.

Inevitabilmente, dopo ogni sconfitta di Federer, è ricominciato in rete il tam tam di voci su un suo possibile ritiro o quantomeno su un suo declino inevitabile, dimenticando però che fino a due mesi Roger era ancora il numero uno del mondo e che, non ha alcuna intenzione di abdicare. Lo rivedremo in campo dal 25 febbraio nell'Atp 500 di Dubai, altro torneo dove difendere il titolo vinto la scorsa edizione. Prima si dedicherà a altro. Federer domani sarà in Sudafrica per promuovere alcune iniziative benefiche patrocinate dalla sua Fondazione, la Roger Federer Foundation che promuove in alcuni stati africani (Etiopia e Malawi) progetti a sostegno dell'infanzia in difficoltà.
Federer, che ha origini sudafricane da parte della madre Lynette, spera di incontrare Nelson Mandela. "E' uno dei miei sogni", ha dichiarato Roger prima di lasciare Rotterdam. Vedremo se riuscirà a esaudire questo suo desiderio.Tenete d'occhio la sua pagina Facebook. Se l'incontro avvenisse, Federer non esiterà a postare foto e commenti sul suo account ufficiale.

 

Foto © Getty Images

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