Boulder - Soriano e i sassi magici

Se è vero che esistono gli elfi e le fate, che la natura a volte sorprende l’occhio umano al di là della sua fantasia… bhè allora stiamo sicuramente immaginando la “faggeta” di Soriano. Questo luogo fatato si trova nel viterbese a 1.053 mt slm , a ridosso del lago di Vico in cima a Monte Soriano. Nel periodo estivo è forse uno degli unici luoghi in cui si può praticare l’arte arrampicatoria in serena freschezza e armonia nel territoria laziale.

I sassi sono di diverse e svariate dimensioni. La roccia lavica ha creato massi rotondeggianti, che permettono una scalata su svase, buchetti, fessure, in netta placca verticale o in terribili strapiombi a 45 centimetri dal suolo. I settori sono una infinità, ma al momento non esiste una guida del posto. Si incontrano soprattutto italiani (dalla Sardegna, dal Piemonte) ma non è rarissimo incontrare qualcuno proveniente dal nord e est europeo.

Si parcheggia nel piazzale antistante un bar. Da là partono alcuni sentieri e qualunque si sceglie di percorrere sarà un ottimo itinerario verso qualche blocco che vedrete come al solito macchiato di bianco qua e là. La Cooperativa, la Piazzetta, la Prua, sono solo alcuni dei tantissimi settori. Praticamente tutta la collina è stata esplorata e contaminata dai boulderisti. Il terreno circostante quasi tutti i massi è ricoperto da uno strato di fogliame, che non nasconde alcuna radice, sasso o buco.


Quindi con un solo paratore, salvo boulder molto alti, si riesce a scalare serenamente. Essendoci tutta questa quantità di siti, nonostante il gran numero di blocchisti che lo frequentano non si rischia mai di fare la fila per scalare. Attenzione a non esagerare con le ripetizioni di un blocco, altrimenti dopo poco più di un paio d'ore vi ritroverete senza la pelle de polpastrelli. Infatti l'euforia che si crea non appena si apre il crash è quasi tangibile dal più inetto dei merenderos che vi guarderanno con occhi sorpresi.

La pecca di questo luogo sono le zanzare, quindi è bene non dimenticare di portarsi qualche prodotto repellente e lenitivo per le punture. Non dimenticare mai neanche una maglietta a maniche lunghe: se nella capitale la temperatura si aggira intorno ai 30/31°C, arrivati al parcheggio vi troverete catapultati intorno ai 25°C.

Ma poiché gli alberi formano un altissimo, enorme, fantastico tetto naturale si scala sempre in ombra. Solo in occasioni particolari, quando qualche fata sposterà un ramo dalla sua posizione riuscirete ad ammirare un raggio di sole scaldare alcuni centimetri di suolo per far crescere qualche nuova pianta. Per questa sua peculiarità ricordatevi una scorta di magnesite, spazzolini, ma soprattutto il pof, per pulire dal fogliame i blocchi e per asciugare dall’umidità le prese.

Molto impressionanti sono anche i tronchi e le radici di enormi e centenari alberi che appesantiti dalla loro stessa mole sono crollati sotto la mole degli anni. Tutto sembra anche ammantato di magia; anche raggiungere il top di un blocco potrebbe essere la combinazione della vostra bravura e di qualche elfo che vi ha tenuto il piede su un'inesistente rughetta di cristalli.

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