Antropologia del’Alpinista - I preparativi al viaggio

sapere dove andare e\' importante

"Dove?" Ecco cosa si chiede per prima cosa l’arrampicatore che per l’ennesima volta deve decidere dove trascorrere le vacanze. Se avete letto il capitolo precedente vi preciso che questo momento arriva più o meno durante il viaggio di ritorno della sua precedente vacanza…

Ogni anno si svolge la medesima sceneggiata: capire se il viaggio sarà in solitaria o in gruppo, determinare con cambi di decisioni infinite la destinazione, il periodo, il mezzo, la condizione del viaggio. A volte la meta potrebbe essere quella dell’anno precedente se il climber è rimasto folgorato dalla bellezza del luogo e non è riuscito a “svuotare” la falesia. Altrimenti, più ragionevolmente, decide di recarsi in luoghi nuovi e sconosciuti.

Nasce però il problema di capire se quella destinazione sarà conforme alla sua preparazione (col 5c tra le dita non è opportuno andare a Ceuse), al suo stile (falesia, montagna, boulder) e ai suoi intenti (magari un giorno o due di mare non fanno male).

Ci sono poi due modi per approcciare ad un nuovo sito di arrampicata: prendere la mappa del mondo e seguire le strade principali per arrivarci; acquistare la guida in loco e quel che trova inizia a scalarlo. Se il climber è un po’ più accorto cercherà di trovare la guida di arrampicata che gli serve, studierà i posto più a lui idonei e si recherà là a colpo sicuro. Un altro elemento di distinzione per ogni vacanza è il luogo di alloggio: se l’arrampicatore è agiato sceglierà dei comodi letti con la mezza pensione.

Ma siccome la maggior parte di essi non hanno molta disponibilità di liquidi, sono estremamente adattabili e amano il viver sano, rustico e in mezzo alla natura, approderà in un campeggio molto semplice, dal volto quasi esclusivamente arrampicatorio. A questo punto deve iniziare a fare l’elenco delle cose da portare, verificare lo stato di usura di ciò che si possiede e in caso fare acquisti.

Organizzare zaini, borse, scatole. Solitamente la maggior parte dello spazio è riservato all’attrezzatura, ai materiali da campeggio, al cibo (per evitare di spendere troppo in loco) e se rimane un angolino in macchina anche qualche vestito di riserva.

E’ quasi inutile spiegare quanto sarà difficile far entrare tutto dentro la macchina, questa è una delle partite di tetris più difficili da giocare; il climber correrà il rischio di dover lasciare a casa alcuni elementi indispensabili, ma lo spazio è quello che è, anche abbattendo tutti i sedili e caricando il tettuccio dell’auto. A dire il vero questa breve descrizione del nostro animale da falesia rispecchia molto fedelmente un qualunque essere umano che parte per una vacanza, per il semplice, ma poco evidente motivo, che anche il climber discende dall’homo erectus.

antropologia della partenza di un climber
sapere dove andare e\' importante
controllare il motore prima di partire, pure meglio
il miracolo del tetris, tutto stava in una macchina
un basilico fra le gambe pronto alla bisonga, utilissimo
e\' la fine, il campo base si trasforma in una discarica.

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