Rugby | Per Sergio Parisse 30 giorni di squalifica, Sei Nazioni finito

La nazionale italiana di Rugby dovrà giocare le ultime tre partite del Sei Nazioni senza il suo capitano.
A Sergio Parisse è stata infatti inflitta una squalifica di 30 giorni dalla Commissione di Disciplina della Lega francese di Rugby per un insulto rivolto all'arbitro durante il match di Top 14 di sabato 16 febbraio tra il Bordeaux-Bègles e la sua squadra, lo Stade Français.

Parisse è stato esplulso al 36' dall'arbitro Laurent Cardona che, mentre era di spalle, ha sentito una parola offensiva detta in inglese (il classico "f*ck") e ha ritenuto che fosse rivolta a lui.
Il numero 8 azzurro, tramite il suo account Twitter, ha scritto nei giorni scorsi che si è trattato di un'incomprensione e che secondo lui non ci sarebbero state conseguenze negative.

La parolaccia, infatti, secondo Parisse era stata proferita dal suo compagno di squadra Paul Williams, neozelandese. Si sarebbe trattato di una semplice imprecazione per l'ennesimo mano in ruck, tanto che Parisse stesso stava chiedendo il giallo nei confronti degli avversari e invece si è ritrovato con un rosso ai suoi danni.

Insomma, la parolaccia l'avrebbe detta Williams e non era in ogni caso un insulto verso l'arbitro, ma la Commissione disciplinare ha visto le cose in maniera completamente diversa e ha squalificato Parisse, impedendogli così di giocare le partite rimaste del Sei Nazioni 2013, perché le sanzioni nei campionati valgono anche per le nazionali.

Tra l'altro, subito dopo il match contro il Bordeaux-Bègles, Parisse si è subito beccato la sospensione di 10 giorni riservata a chi viene espulso più la notifica della convocazione davanti alla Commissione disciplinare per il 7 marzo, che gli avrebbe impedito di giocare contro il Galles sabato 23 febbraio. Lo Stade ha così chiesto una procedura d'urgenza e la Commissione l'ha concessa "a titolo eccezionale" per il corretto svolgimento del Torneo e ha convocato Parisse per oggi, ma purtroppo per lui (e per l'Italia) non sono arrivate buone notizie.

Al suo posto sabato allo Stadio Olimpico di Roma dovrebbe esserci Alessandro Zanni, che lo sostituì nel 2010 quando era infortunato, ma certamente senza il capitano in campo sarà dura, anche perché era il più temuto dai gallesi. Dan Biggar nei giochi scorso lo aveva definito il pericolo numero uno.

Foto © Getty Images

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