Doping | Operación Puerto: l'ultima difesa di Fuentes. Sentenza entro sei settimane

Il Dottor Doping ha detto che in 35 anni di professione non ha mai danneggiato alcun paziente.

"Sono un ginecologo, per qualsiasi cosa…" è l'uscita di scena di Eufemiano Fuentes, che ha rivolto questa battuta all'avvocatessa (incinta) dell'Agenzia mondiale antidoping presente, insieme con la collega della Federciclismo spagnola, all'ultimo atto della fase dibattimentale del processo scaturito dall'Operación Puerto.

Il caso, scoppiato nel maggio del 2006, portò all'arresto di Fuentes, ginecologo originario delle Canarie, del suo "socio" di malefatte l'ematologo Merino Batres, dei direttori sportivi Manolo Saiz e José Ignacio Labarta e del biker Alberto Leon, che si è suicidato nel 2011.

Anche la sorella di Fuentes, Yolanda, medico come lui, e l'ex direttore sportivo Vicente Belda sono stati coinvolti nelle indagini e sono tutti accusati di delitto contro la salute pubblica per aver messo in atto pratiche dopanti. Nel 2006 il doping in Spagna non era ancora classificato come reato penale per questo si è optato per una diversa definizione della loro accusa.

La pena in cui possono incorrere è di due anni e mezzo, ma un'assoluzione non sarebbe fantascienza. Fuentes ha già vinto la sua battaglia sul sangue (lui praticava autoemotrasfusioni ad atleti consenzienti) che non è considerato un medicinale, per questo sarà piuttosto arduo per l'accusa dimostrare che i suoi pazienti abbiano corso rischi per la loro salute.

Uno dei punti su cui Fuentes ha insistito maggiormente è infatti che in 35 anni di carriera non ha mai danneggiato alcun paziente.

Ieri all'ultimo appuntamento con il processo che è andato avanti per 10 settimane in cui si sono tenute 23 sedute, il Dottor Doping, la cui difesa ha sempre ammesso le sue pratiche dopanti, è sembrato tranquillo, sereno e ha anche avuto voglia di scherzare con l'avvocatessa della Wada appunto.

La sentenza dovrebbe arrivare entro un mese, massimo sei settimane, e la giudice prenderà anche una decisione sulle sacche di sangue che sono custodite a Barcellona e che sono state trovate nei laboratori di Fuentes e Bartres. Delle 206 sacche trovate, 99 sono senza proprietari.

Ci sono ancora tanti nodi da sciogliere in questa vicenda, vedremo se è vero che Fuentes ha intenzione di collaborare con la Wada, o se racconterà tutto in un libro. E vedremo anche se altri nomi illustri dopo Jan Ullrich, Ivan Basso, Alejandro Valverde sono coinvolti in questo caso.

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