Volley Femminile | Paola Croce lascia Urbino e fa un appello: "Restituiteci la nostra pallavolo"

Dopo Modena un'altra delusione per il libero della nazionale italiana di pallavolo femminile.

Mercoledì 10 aprile cominciano i PlayOff Scudetto della Serie A1 femminile, ma in questi giorni nel mondo della pallavolo in rosa non si fa che parlare dei problemi economici delle società: dopo la lettera delle giocatrici e dello staff tecnico della Banca Reale Yoyogurt Giaveno, il punto di penalizzazione per la Duck Farm Chieri Torino, ecco lo sfogo di Paola Croce.

Il libero della nazionale è incappata in una stagione davvero sfortunata: prima a Modena, società che, come Crema, si è dovuta ritirare all'inizio del girone di ritorno della Regular Season perché non riusciva più a far fronte agli impegni economici presi a inizio stagione, poi a Urbino dove, evidentemente, ci sono dei ritardi nei pagamenti.

Paola Croce ha scritto una lettera al sito Volleyball.it definendo la sua esperienza a Modena come la peggiore della sua vita, ma ha anche aggiunto che "al peggio non c'è fine" e per questo dopo 70 giorni a Urbino, lascia la Chateau d'Ax che si appresta ad affrontare gli Ottavi dei PlayOff contro l'altra "disastrata" Giaveno.

La Croce ha specificato che nelle 11 stagioni disputate da professionista tra Perugia, Bergamo, Piacenza, Cannes e il primo anno a Modena, non ha mai avuto problemi relativi ai pagamenti da parte dei club. Quest'anno, invece, entrambe la società per le quali ha giocato si sono dimostrate incapaci di rispettare gli accordi economici presi al momento della firma del contratto.

Colpisce, in particolare, il passaggio della lunga lettera in cui Paola Croce dice:

"Attualmente, quando ci si incontra tra noi atlete, il primo discorso non riguarda più questioni attinenti al campionato e al nostro rendimento ma verte solo ed esclsivamente su questioni economiche. Per intenderci le domande che ci facciamo sono inevitabilmente “come stai?!? Ti pagano?!? Quanti stipendi hai percepito?!?”... Ma cosa sta succedendo???
Stipendi pagati al 20/30%. Ma queste atlete, che hanno percepito così poco, pensate si siano allenate il 20/30% dei giorni?
Pensate che abbiano un contratto a prestazione? (ovvero tanto ti alleni, tanto giochi e tanto percepisci)?"

Rivolgendosi alle società, ai dirigenti e alla Lega, la Croce chiede se pensano che per il fatto che per lei e le sue compagne il loro lavoro coincide con la loro più grande passione siano disposte a tollerare qualsiasi cosa. Inoltre fa notare come spesso lavorino anche nei giorni festivi (allenamenti a Natale per giocare il 26 dicembre) e che la situazione è ormai paradossale.

La lettera di Paola Croce si conclude con un appello:

"Restituiteci la nostra pallavolo, il rispetto e la voglia di ritornare in palestra così come forse è ancora nel maschile (ma questo è un altro discorso…)!"

Ricordo che chiunque lo voglia può inviarci le proprie domande da rivolgere al Presidente della Lega Volley Femminile Mauro Fabris e Responsabile Relazioni Esterne, Eventi e Comunicazione Consuelo Mangifesta che risponderanno attraverso le pagine di Outdoorblog.it. Potete scriverci nei commenti sotto ai post, sulla nostra pagina Facebook o per e-mail a luciaresta[at]blogosfere.it.

Foto © Rubin / Lega Volley Femminile

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