Scoliosi: uno studio scientifico rivela che il nuoto può rivelarsi dannoso

"Nuotare fa bene alla schiena e riduce la scoliosi". Quante volte abbiamo sentito questa frase? Molte, a maggior ragione se si soffre di scoliosi, la condizione che implica una complessa curvatura laterale e di rotazione della colonna vertebrale. E' una convinzione radicata in tutto il mondo che potrebbe esser spazzata via dalla ricerca dell'Istituto scientifico italiano colonna vertebrale (Isico). Nello studio in questione che sarà presentato al prossimo congresso della International Society for the Study of the Lumbar Spine (Issls), in programma dal 13 al 17 maggio a Chicago, per la prima volta si dimostra il contrario o quasi.

Nella sperimentazione sono stati confrontati 112 nuotatori di livello agonistico con 217 studentesse e studenti di pari età, che praticavano nuoto in maniera amatoriale o non lo praticavano affatto, misurando tutte le curve fisiologiche del rachide e identificando eventuali gibbi, lordosi e cifosi. A tutti i ragazzi coinvolti nell'analisi è stato fornito un questionario per accertare la presenza e frequenza di mal di schiena. I nuotatori che praticano lo sport in maniera agonistica, e le donne, con una colonna più mobile e quindi più facilmente deformabile, presentavano delle asimmetrie del tronco e dei dorsi curvi (ipercifosi) molto più accentuati, nonché una conseguente maggiore frequenza di dolori alla schiena.

Secondo gli autori dello studio, il nuoto non solo non è terapeutico, ma a livello posturale si rivela addirittura dannoso, in quanto sport praticato in situazione di scarico e per la colonna eccessivamente mobilizzante. Possono stare abbastanza tranquilli, invece, coloro che praticano il nuoto per hobby, due o tre volte la settimana. Più precisamente già durante la fase di galleggiamento, in particolar modo quando si è sulla superficie dell’acqua in posizione prona, per evitare che le gambe affondino perdendo l’asse con il bacino, occorre per forza di cose accentuare la lordosi lombare, una situazione già ben presente nei soggetti scoliotici, che tendono a iper compensare proprio in questa area vertebrale.

Durante le bracciate il movimento in rotazione accentua la torsione delle vertebre già implicate nella scoliosi. Infine, anche le respirazioni forzate e la pressione esterna dell’acqua aumentano il meccanismo rotatorio auto-deformante. In conclusione nel caso di atteggiamento scoliotico (diverso dalla scoliosi vera e propria, una patologia irreversibile della colonna vertebrale) qualsiasi attività motoria che tenda a tonificare la muscolatura posteriore e anteriore del tronco è decisamente consigliata, quando si è di fronte a una scoliosi conclamata occorre attuare alcune precauzioni.

Da evitare sono gli sport praticati a livello agonistico, in quanto prevedono carichi di lavoro notevoli e anche le attività sportive che esaltano la massima flessibilità, come la ginnastica artistica, ritmica, danza classica e lo stesso nuoto. La cinesiterapia, infine, è consigliata nel trattamento della scoliosi minore.

  • shares
  • Mail