Climbing - Rodellar tra riposo e tanti spit

Mettersi in macchina pronti a percorrere 1600 Km; preparare il bagaglio per un periodo di indefinita permanenza in qualche posto dimenticato dalla civiltà; scordare, strada facendo, che ci siamo lasciati dietro il traffico, il lavoro e tutto quello che viviamo nel tran-tran quotidiano. Costeggiare il Mediterraneo lungo lo stivale verso nord, svalicare le Alpi e poi i Pirenei.

Giungere nella regione chiamata Aragona e, dopo quasi 300 Km da Barcellona, raggiungere quello che nell’immaginario di un arrampicatore sportivo un po’ folle, un po’ forte, un po’ pippa, molto selvaggio e tanto amante dell’allegria è un posto splendido!

Sto parlando di Rodellar. La FALESIA, il luogo dove trascorrere una vacanza, arrampicare, divertirsi, riposarsi, passeggiare, fare canyoning, fare, fare e anche non fare…

Basta parcheggiare l'auto e montare la tenda per avere già pronto tutto il necessario per andare dove si vuole (fermo restando che intendete arrampicare). Il campeggio è semplicemente un bel posto dove riposarsi dopo una intensa giornata tra corda, spit, vie e refrigerio nei torrenti (quello che scorre nella gola di cui stiamo parlando, è il Mascun).

La mattina, dopo la vostra colazione preferita, in 15 minuti di sentiero siete pronti a imbracarvi e a consumare polpastrelli, avambracci e cervello per trovare le soluzioni ottimali a risolvere un passaggio. Il calcare è per tutti i gusti: a buchi a canne, di placca drittissima o di strapiombo con passi blocco. Le vie sono corte (8/10 mt) o lunghissime (35/40 mt); ma questo è il regno del monotiro, della pratica sportiva per eccellenza del free climbing.

E se per caso udite nella Gorge du Mascun un BENGA urlato allo sfinimento e poi un urlo pazzesco.. bé, qualcuno ha appena liberato una via di una alta difficoltà per la prima volta e, una volta raggiunta la catena, senza farvi passare la corda... si è lanciato nel vuoto. E' un modo di festeggiare un risultato, a conferma di quanto gli spagnoli siano un po' pazzi e troppo simpatici.

Il periodo estivo è perfetto per coniugare l'arrampicata e nullafacenza: trattandosi di una gola si può scalare al mattino o al pomeriggio su uno dei due versanti. Magari le vie più frequentate sono un po' unte, ma ce ne sono una tale quantità, che non si rimane mai con le mani in mano.

Descrivere ulteriormente questo luogo diventa arduo, poiché ogni persona che ci capita coglie sfumature diverse, particolari che lo hanno colpito esattamente all'opposto di qualcun altro. Basta avere un po' di giorni a disposizione (1.600 km per andare non sono proprio pochi) e perdersi tra i mille itinerari su roccia.

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Estate a Rodellar
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