Alessandro Petacchi lascia il ciclismo: "Ho bisogno di nuovi stimoli"

Alessandro Petacchi ha scritto un messaggio sul sito della Lampre-Merida, rivolto agli appassionati di ciclismo.

Non dice "addio", ma "arrivederci", non parla di un abbandono, ma di una pausa, certamente però a 39 anni suonati è difficile pensare che il suo ritorno sarà da corridore. Alessandro Petacchi saluta il ciclismo con un lungo messaggio pubblicato sul sito della sua attuale squadra, la Lampre-Merida.

AleJet ha corso la sua ultima gara da professionista lo scorso 7 aprile: la Parigi-Roubaix vinta da Fabian Cancellara. Ha chiuso con una gara a cui non partecipava dal 2001, una sfida che voleva ritentare, pur sapendo di non poter ottenere un piazzamento (vi ha preso parte quattro volte e si è sempre ritirato).

Nella sua carriera Petacchi ha collezionato quasi 200 vittorie, ufficialmente sono 165, ma molte gli sono state tolte per squalifica. Tra i traguardi più importanti tagliati dal ciclista spezzino ricordiamo soprattutto la Milano-Sanremo 2005 e poi le 22 tappe del Giro d'Italia (più altre cinque che gli sono state revocate) e una settimana in maglia rosa, sei tappe del Tour de France, 20 della Vuelta. In pratica, nella storia dei Grandi Giri, è il terzo di sempre per numero di tappe vinte, 52 in totale: davanti a lui solo il grande Merckx con 65 e Mario Cipollini con 57.

C'è anche qualche pagina poco piacevole da rileggere nella storia di Alessandro Petacchi, come il Mondiale di Madrid nel 2005, quando era capitano della nazionale di Ballerini, ma si staccò sull'ultima ascesa impedendo la vittoria di Paolo Bettini. E poi il salbutamolo in eccesso dopo l'11a tappa del Giro d'Italia 2007 a Pinerolo: dopo la vittoria e il responso dell'antidoping fu sospeso dalla sua squadra e costretto a rinunciare anche al Tour de France. Fu chiesta per lui una squalifica di un anno, ma il 24 luglio 2007 venne prosciolto da ogni accusa perché era in buona fede e inconsapevole dell'atto di doping.

Petacchi, nella lettera pubblicata sul sito della Lampre-Merida, ha spiegato che quest'anno ha corso molto nella prima parte della stagione e lo ha fatto con la massima professionalità, spinto anche dall'entusiasmo dei nuovi sponsor e della famiglia Galbusera proprietaria del team. Tuttavia, ora ha bisogno di una svolta e anche di più tempo da dedicare alla famiglia:

"Ho sempre privilegiato l‘aspetto professionale del mio lavoro. Ho sempre agito onorando l’impegno profuso da aziende quali Lampre, Merida e tutti gli altri partner del team che ringrazio per la fiducia accordatami in questi fantastici anni assieme. Sento però che è giunto il momento di dedicarmi un po’ di tempo, di cercare nuovi stimoli"

Il suo saluto al ciclismo non sembra definitivo, nelle sue parole sembra di cogliere la voglia di restare in qualche modo nel mondo di cui stato grande protagonista:

"Per ora, quindi, devo rivolgere a tutti gli appassionati di ciclismo un arrivederci, con la possibilità di tornare in futuro a essere parte del mondo che tanto mi ha dato, mettendo a disposizione la mia esperienza e magari trasmettere alle nuove generazioni di atleti la bellezza del nostro sport"

Petacchi ha salutato tutta la squadra e si è detto pronto "all'occorrenza" a sostenere i suoi (ormai ex) compagni con i consigli derivanti dalla sua esperienza. La Lampre-Merida a sua volta saluta AleJet con affetto e riconoscenza, sicura che il rapporto con lui sarà ancora forte in futuro, soprattutto perché il velocista più forte dopo Cipollini ha dato la sua disponibilità a mettere a disposizione del team la sua esperienza e la sua immagine di grande campione. Molto probabilmente la Lampre-Merida lancerà alcune iniziative per omaggiare "la lunga e gloriosa carriera" di Alessandro Petacchi.

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