Giro di Romandia 2013: Simon Spilak primo nella quarta tappa, secondo Froome sempre in maglia gialla

Lo sloveno del team Katusha sale al secondo posto in classifica generale

Simon Spilak, lo sloveno del team Katusha che parla italiano quando lo intervistano in inglese, ha vinto la quarta tappa del Giro di Romandia 2013. Lui, che nel 2010 ha vinto questa corsa tappa in seguito alla squalifica di Alejandro Valverde, oggi è arrivato davanti a tutti e ora è secondo in classifica generale, a 47" da Chris Froome che resta in maglia gialla.

Froome è arrivato secondo nella tappa di oggi: il keniota naturalizzato britannico ha lasciato la vittoria a Spilak nello sprint finale applicando quella regola non scritta del ciclismo secondo cui chi ha la maglia di leader della classifica lascia la tappa agli altri alla volata finale.

La tappa di oggi da Marly a Les Diablerets , l'ultima in linea prima della crono di domani, è stata fortemente condizionata dal brutto tempo, tanto che gli organizzatori hanno deciso di far scalare il Col de La Croix una sola volta e non da entrambi i versanti come era previsto all'inizio. Il chilometraggio è dunque scendo da 188,5 km a 184,8 km.

Roberto Ferrari della Lampre-Merida, Matthew Goss della Orica GreenEDGE, José Humberto Rujano della Vacansoleil e Kenny Dehaes della Lotto Belisol non sono partiti e durante il percorso ci sono stati moltissimi ritiri come quelli di Xavier Florencio (Katusha), Mark Cavendish della Omega Pharma – Quick-Step e i suoi compagni di squadra Kristof Vandewalle e Gianni Meersman vincitore della prima e della terza tappa, Ramunas Navardauskas della Garmin-Sharp, vincitore della seconda tappa, Chris Sutton (Sky), Eros Capecchi (Moviestar), Elia Viviani e Fabio Sabatini (Cannondale), Marco Marcato (Vacansoleil), Dennis Vanendert (Lotto Belisol), Gabriel Rasch (Sky), Brent Bookwalter (BMC), Manuele Mori (Lampre-Merida), Brett Lancaster Svein Tuft dell'Orica GreenEDGE e Francesco Gavazzi dell'Astana.

Marcus Burghardt (BMC), Arthur Vichot (FDJ), Tom Dumoulin (Argos-Shimano) e Matthias Brändle (IAM) sono stati i primi a tentare la fuga dall'11° km. Pavel Brutt (Katusha) e Johnny Hoogerland (Vacansoleil) hanno cercato di raggiungerli, ma sono stati subito riacciuffati dal gruppo che al km 28 distava 20" dai quattro fuggitivi.
Il distacco è salito a 3' 20" al km 37, poi a 4' al km 44, a 4' 30" al km 49, a 5' 35" al km 59.

Al primo GPM al km 66,1, sul Col del Mosses, Burghardt è arrivato primo davanti a Brändle, Vichot, Dumoulin e Garikoitz Bravo (Euskaltel – Euskadi). Al km 74 il distacco è aumentato ancora a 5' 50", poi al km 85 ha cominciato a scendere a 4' 15".

Cinque corridori si sono poi staccati dal gruppo Petr Ignatenko (Katusha), Juan Manuel Garate (Blanco), Bram Tankink (Blanco), Alexandr Dyachenko (Astana) e Mikel Landa (Euskaltel – Euskadi).
Al km 89 lo scarto dei fuggitivi dai cinque inseguitori era di 2' 50", dal gruppo di 3' 15".

Al GPM su Col de La Croix, al km 89, primo Burghardt, seguito da Vichot, Dumoulin, Brändle e poi Garate.
Dopo il rifornimento al km 111 Burghardt è rimasto da solo in testa, più indietro Vichot e Dumouling, poi si è distaccato Brändle.
Al primo traguardo volante al km 119,5 primo Burghardt, seguito da Vichot, e Brändle che ha conquistato i punti per il titolo definitivo di miglior sprinter di questo Giro di Romandia.
Poi Vichot è rimasto in testa da solo, mentre Burghardt è stato ripreso dagli altri sei inseguitori, a 1' 6" dal primo con il resto del gruppo a 2' 30". Bram Tankink è rimasto indietro rispetto agli altri inseguitori.

Pierre Rolland (Europcar) si è staccato dal gruppo sulla salita del Pas de Morgins e ha raggiunto il gruppo degli inseguitori di Vichot. Sul GPM di Pas de Morgins ha transitato per primo Vichot, seguito da Rolland, Bravo, Garate e Landa.

Tony Martin (Omega Pharma – Quick-Step) ha raggiungo Arthur Vichot in testa alla corsa con il gruppo a 1' 20". Al secondo traguardo volante primo Vichot, secondo Martin, terzo Vasil Kiryienka (Sky). Al km 152 distacco di 1' 15" tra i due fuggitivi e il gruppo.
A 17,3 km dall'arrivo si è portato in tesa da solo Tony Martin, poi meno di due chilometri dopo c'è stato l'attacco di Dmitry Kozontchuk (Katusha) che però è stato ripreso quasi subito mentre il vantaggio di Martin si è ridotto a 31" ed è poi stato ripreso a poco più di 13 km dall'arrivo quando è stato poi Robert Kiserlovski (RadioShack – Leopard) ad attaccare e a prendere la testa della corsa.

A 10 km e mezzo dall'arrivo Thibaut Pinot si è staccato dal gruppo per inseguire Kiserlovski (FDJ). I due sono stati raggiunti da Marcel Wyss (IAM) a 8,8 km dal traguardo e poi da Simon Spilak. A 8,2 km dall'arrivo anche Froome ha raggiunto il gruppetto di testa e quando Spilak si è allontanato dagli altri è stata la maglia gialla del team Sky a rimanergli attaccato.
A 5 km dall'arrivo Spilak e Froome avevano 20" di vantaggio sugli inseguitori che nel frattempo sono diventati dieci.
Froome ha lasciato vincere Spilak senza dargli del filo da torcere nello sprint finale.

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