Doping | Fuentes condannato ad un anno di carcere

A marzo il pubblico ministero spagnolo Rosa Calero chiese due anni di prigione per Eufemiano Fuentes nell’ambito del processo all’Operacion Puerto, la maxi-inchiesta sul doping condotta dalla Guardia Civil. Oggi Fuentes è stato condannato in primo grado ad un anno di carcere e 4 anni di inibizione professionale. Quattro mesi di carcere e 4 anni di inibizione professionale a Ignazio Labarta, assolti la sorella di Fuentes, Yolanda, e gli allora ds di Kelme e Liberty Seguros Vicente Belda e Manolo Saiz.

Il Tribunale di Madrid ha anche respinto la richiesta di identificare le 200 sacche di sangue anonime, che verranno distrutte. Fuentes è stato condannato per "delitto contro la salute pubblica" e sarà costretto a pagare una multa giornaliera di 15 euro per 10 mesi. Per il momento Fuentes approfitterà della sospensione della pena (essendo la condanna inferiore a due anni) e farà sicuramente ricorso.

Tutto ebbe inizio nel maggio 2006 quando la polizia spagnola trovò materiale di ogni tipo, tra steroidi anabolizzanti e sacche di sangue. Un'indagine partita pochi mesi prima sulla scia delle rivelazioni di un corridore, Jesus Manzano, e che portò all'arresto del medico spagnolo e di Manolo Saiz, all'epoca team manager della Liberty Seguros. Jan Ullrich e Ivan Basso qualche settimana più tardi furono estromessi dal Tour de France di quell'anno. Altri corridori hanno pagato il legame con Fuentes, tra i più noti Alejandro Valverde e Michele Scarponi, per quanto molti clienti non siano stati a tutt'oggi identificati.

A febbraio la procura antidoping del Coni, guidata da Ettore Torri, decise di aprire un fascicolo su Mario Cipollini, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta dello Sport delle rivelazioni secondo le quali Mario Cipollini sarebbe coinvolto nell’Operación Puerto.

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