Climbing - Subiaco ottima arrampicata autunnale

Una volta passato il casello di Roma est dell’A24 in 40 minuti siete arrivati alla falesia di Subiaco (uscita Vicovaro). Arrivare è semplice: si attraversa Subiaco e si segue la stradina per le Tombe di Nerone sulla sinistra. Dopo pochi chilometri che si costeggia il fiume Aniene, si nota sulla sinistra una scalinata in cemento (con anche la bandierina dipinta di inizio sentiero).

Si parcheggia a bordo strada e un altro elemento per capire che si è arrivati è il monastero che si erge sulla sinistra il cui costone di roccia che lo sovrasta è l'anteprima della roccia che affronterete in giornata. Si prende la scalinata e si segue il tracciato evidente andando a vista per le pareti. L’avvicinamento è dei più “ardui”, circa 5 minuti di passeggiata. L’arrivo è determinato da corde fisse e a quel punto gli spit sono sparsi a destra e a sinistra, su una trentina di vie circa.

Appena si arriva ci si trova di fronte a 3 itinerari di placca a buchi nascosti con qualche pancia a ridimensionarne la facilità: Scalda Budella (simpatico 6a di riscaldamento) e poi a sinistra un 6c (a mio parere bellissimo) e un 6b.
Spostandosi ancora sulla sinistra si deve affrontare una breve rampa di rocce munita di corde fisse. Da lì si possono scegliere itinerari di lunghezza intorno a 20/25 metri.


Qui un 5c (frustrante secondo molti) e un 6a permettono di assaporare la roccia di questo altro settore: lunghe vie di placca strapiombante su canne. Peccato che questo settore e il precedente vanno al sole verso le 12.30/13.00. Quindi, trattandosi di una falesia esposta a Sud Est è consigliabile arrivare sul presto.

Se però ci piace anche lo strapiombo cattivo ci si può spostare in 3 minuti di sentiero e di nuovo aiutati con corde fisse prima ad un settore nuovamente a canne con vie tra il 6b e il 6c; poi, dopo essere passati in una specie di tunnel o di enorme fessura, si arriva al settore un po’ ingrottato, con grosse prese anche un po’ svase. L’arrampicata a questo punto diventa molto atletica, ma come al solito l’uso dei piedi è determinante; la difficoltà va dal 6a all’8a+. Qui l’ombra regna sovrana, anche se dopo le 17.30/18.00 ci si può azzardare a tornare sulle placche all’inizio.

In tutta la falesia i gradi sono indicati alla base della via e un recente miglioramento è stato apportato dal chiodatore, (Domenico Intorre) mettendo come a Jenne il nome della via.

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